Senza particolare simpatia per il viceministro Laura Castelli, questo è ciò che ha detto (testualmente):

«Questa crisi ha spostato la domanda e l’offerta. Le persone hanno cambiato il modo di vivere e bisogna tenerne conto. Bisogna aiutare le imprese e gli imprenditori creativi a muoversi sui nuovi business che sono nati in questo periodo. Sono processi di lungo periodo, certo, ma se una persona decide di non andare più a sedersi al ristorante bisogna aiutare l’imprenditore a fare magari un’altra attività e a non perdere l’occupazione, e va sostenuto anche nella sua creatività: magari ha visto che c’è un nuovo business che può affrontare. Io credo che negare che questa crisi abbia cambiato la domanda e l’offerta di questo paese in termini macro economici, sia un errore. Vanno aiutate le imprese».

Riassumere queste frasi con: “Ristoratori in crisi? Cambino lavoro” è semplicemente un odioso falso.

L’inaffidabilità di vari media italiani, anche autorevoli, sta diventando indigeribile. Non è possibile dover, ogni volta, andare ad ascoltarsi ore di interviste perché potrebbe esserci di mezzo una pelosa manipolazione.

Facciamo il nostro lavoro seriamente, cribbio, anche con chi non ci piace. Mettergli in bocca concetti mai detti con l’obiettivo di farlo passare per asino non è la strada giusta e manco seria, e questo pure se il bersaglio lo è davvero un asino. Perché noi raglieremmo soltanto più forte.

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