Europeana mon amour

Bruxelles – Nuovo stop per l’enciclopedia della cultura europea. “Europeana”, annunciata lo scorso novembre, avrebbe dovuto mettere a disposizione del mondo circa 2 milioni di opere. In realtà, già qualche ora dopo il lancio ufficiale, il portale è crollato sotto il peso degli utenti e l’inaugurazione è stata rimandata al 15 dicembre. Oggi arriva il nuovo stop: dopo quasi un mese di attesa la nuova messa online viene ora annunciata per i l’inizio del 2009.

Possibile che per l’installazione di tre semplici server siano necessari due mesi di lavoro dell’intera squadra tecnica dedicata da Bruxelles (14 persone)? Diventa difficile, a questo punto, far affidamento sulla puntualità dell’annunciato piano di mettere online per il 2010 altri 8 milioni di opere. Come ho già scritto su Punto Informatico, Europeana è una valida idea, con qualche importante pecca nell’usabilità, ma basata su un progetto di grande rilievo culturale. Una figura tecnologicamente così magra, però, fa sembrare la nostra povera vecchia Europa ancora più vecchia di quel che è, agli occhi dei colossi informatici americani e dell’est. Specie in un contesto in cui il progresso tecnologico gioca un ruolo sempre più determinante nello sviluppo economico e nella resistenza alle crisi che imperversano. Sarebbe probabilmente il momento per il commissario Viviane Reading di fare un po’ di serena chiarezza ed autocritica, almeno per ciò che concerne la pianificazione del progetto.

Intanto, per il prossimo lancio si aspetta qualche segnale di fumo. Sperando che non piova. E che a nessuno nel frattempo venga l’idea di relegarci in una riserva.

Luca Spinelli

Giornalista svizzero, scrive prevalentemente di innovazione, diritto e società.
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