Fila e fondi, prove di fusione fra Microsoft e Yahoo

Corteggiamenti e fusioni fra Microsoft e Yahoo. Mi si chiede un giudizio. Oggi ho scoperto quanto valuta la nostra privacy una delle maggiori aziende al mondo: 44,6 miliardi di dollari. Pensavo peggio.

Quello dei dati personali (o indirettamente personali: i gusti, le preferenze), è uno dei mercati più pirateschi, loschi ed interessanti, da molti sottovalutato. E di questi dati il web è un’immensa miniera. A spartirsi la torta, per ora, i soliti due o tre colossi, con in testa Google. Ne parlavo proprio un paio di giorni fa in un post intitolato “la diaspora dei dati personali“, che invito i bucanieri più incalliti a rileggere. Collegato a doppio filo a questo mercato c’è quello della pubblicità online, in costante crescita, delle vendite, così come quello delle applicazioni cosiddette “web 2.0”, il vero futuro (e presente) della comunicazione umana.

I nostri gusti hanno un valore immenso. Chi, come Google, se n’è accorto anni fa ed ha investito in Adsense, Adwords, ricerca semantica, applicazioni web interattive; chi, come Microsoft, cerca di recuperare assumendo posizioni di dominanza già ampiamente denunciate dall’Europa, ed acquisendo una delle aziende di maggior peso in questi settori. Dalla fusione fra i due, secondo l’ANSA, nascerebbe un colosso da 330 miliardi di capitale.

Ma la lungimiranza di Google e la sua capacità di disegnare il futuro sono formidabili, e, sfortunatamente per Microsoft, non tutto si può comprare.

(foto di copertina di http://wwwthep.physik.uni-mainz.de/~cbauer/photos/index.html , licenza CC by 2.0)

Luca Spinelli

Giornalista svizzero, scrive prevalentemente di innovazione, diritto e società.
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