Il plurale di curriculum è curriculum!

Qual è il plurale di currculum?Qual è il plurale di curriculum? È una di quelle domande che non fanno dormire le orde di poveri ragazzi (o ex ragazzi) che li compilano, mentre sperano di trovare qualcuno che li legga. Ma soprattutto: si dice curriculumcurricula? E che figura ci facciamo se lo scriviamo male?

Qual è il plurale di curriculum?

Iniziamo con una risposta diretta alla domanda: il plurale di curriculum in italiano è curriculum. Il termine resta invariato.

  • Il singolare di curriculum è: curriculum.
  • Il plurale di curriculum è: curriculum.

Se invece, per qualche esotica ragione, stessimo parlando in latino, useremmo curricula. Il plurale di curriculum in latino, infatti, è curricula. Considerando però che i parlanti del latino sono ormai pochi filologi, con ogni probabilità rientriamo nella prima categoria: quella di coloro che parlano italiano. Per tutti questi, il plurale di curriculum è curriculum.

Esiste un plurale di curriculum in italiano?

Come detto, la forma corretta del plurale di curriculum in italiano resta curriculum. Per precisione, comunque, esistono due forme pienamente accettate:

  1. curriculum, nella sua forma invariata.
  2. curricoli, dal singolare curricolo, entrambi già ampiamente attestati nella nostra lingua da più di cento anni, e in vari dizionari italiani (Gabrielli, Garzanti, Sabatini Coletti, Zingarelli, Treccani).

Altre forme sono improprie.

Perché il plurale di curriculum è curriculum?

La domanda è frequente: perché il plurale di curriculum è curriculum e non curricuola? Perché l’italiano è una lingua neolatina, ma non è latino. Il latino è parte della tradizione italiana, ma non ne condivide la grammatica né gran parte del vocabolario. Ogni idioma ha uno o più progenitori, ma non per questo assume le regole grammaticali e sintattiche di tale progenitore. Al contrario: l’italiano ha proprie prassi e regole sull’utilizzo e formazione del numero (ovvero del singolare e del plurale), diverse dal latino, e ha proprie regole sull’utilizzo delle parole acquisite da altre lingue (i cosiddetti forestierismi).

La prassi generale è relativamente semplice:

  • I forestierismi che entrano a far parte dell’italiano mantengono invariata la forma con la quale sono entrate. Sia che siano entrate nella forma plurale, sia che siano entrate in quella singolare. Le eccezioni sono rarissime.

Perciò: visto che curriculum è entrato nella lingua italiana come curriculum, al plurale fa ugualmente “curriculum”, e non “curricula”. Esattamente come film, file, computer e così via. Se n’è finalmente accorta, ormai da più di 15 anni, anche l’Accademia della Crusca, seguendo il già attento esempio di Treccani, Zingarelli e di tante altre autorevoli fonti linguistiche.

Perché alcune persone dicono curricula?

Alcune persone dicono curricula perché in latino il plurale di curriculum è curricula: far sfoggio di un po’ di cultura nozionistica è una prassi diffusa per chi ha solo quella. Tuttavia, come detto, ogni lingua ha la propria grammatica e le proprie regole per la formazione del plurale e del singolare.

Eppure, a volte, tra i docenti delle nostre università o tra chi il nostro curriculum deve leggerlo, l’unico plurale di curriculum accettato senza essere vittime di sguardi altezzosi è proprio quel curricola. Personaggi più o meno altolocati scrutano con sospetto e malcelato snobismo chi per quel plurale utilizza la forma singolare invariata – e corretta – curriculum.

Vaglielo a spiegare che il latino non condivide la grammatica con l’italiano. Vaglielo a spiegare che in italiano i forestierismi mantengono la forma con cui sono entrati nella lingua. Vaglielo a spiegare che a ignorare è lui, sì proprio lui, che quel curriculum lo sta guardando con un poco rassicurante sorrisino. Magari usando curricoli qualche dubbio gli nascerebbe. Magari.

Come posso far capire che il plurale di curriculum è curriculum?

A chi tenterà di correggere i nostri curriculum in curricula, potremo chiedergli cosa avesse votato qualche tempo fa ai referenda (referendum) abrogativi. Potremmo sussurrargli all’orecchio che nei fora (forum) di discussione ci sono orde di studenti, o clienti, che ne dicono di cotte e di crude su di lui e sul suo di curriculum. Potremo emozionarlo narrandogli di quella bellissima tournée del suo cantautore preferito, tenuta nei più importanti auditoria (auditorum) di tutto il paese per promuovere i suoi due ultimi alba (album). E potremmo magari intimidirlo menzionando quei segretissimi memoranda (memorandum) che parlano di lui.

Casomai, se dopo averglieli spiegato le nostre ragioni fosse un po’ impallidito, potremo invitarlo a fare una lampada abbronzante in uno dei tanti solaria (solarium) vicino alla sua università o azienda, tanto autorevole quanto latitante nelle classifiche internazionali di rendimento. Se non si fosse ancora convinto, con l’aiuto di un collega, potremo fargli recapitare due definitivi ultimata (ultimatum) per fargli cambiare idea. Chissà che non si convinca.

Qualcuno, forse, a questo punto obietterà: ma nel caso di mass media? Perché si usa il plurale latino? Per lo stesso motivo: la locuzione mass media, come attestano i maggiori dizionari etimologici italiani, è entrata nella lingua italiana nella forma plurale, passando dal latino alla lingua inglese e poi all’italiano. Anche in questo caso, come con curriculum, la forma è invariata. Non solo: in italiano la parola singolare medium indica quel soggetto a cui sono attribuiti poteri medianici: non il mezzo di comunicazione.

Ma forse è meglio tornare ai nostri curriculum. Ad maiora?

Giornalista svizzero, scrive prevalentemente di innovazione, diritto e società.

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